Al mattino, contento
e stupito,
attraversare la
formazione
della parola, la
squadra muta
della bocca e
quella pronta del
cuore. Felice
fare spesa.
Balzano a
tratto tra gli
ortaggi le
parole.
Impressione
intenso mare
inverno.
Lavorando al
Centro. Certo,
che se ascolti,
cade il tempo e
in disavanzo ti
raccogli come
spazio fino al
corpo. Nudo
intanto. Cerchio.
Poi mi guardo
intorno e spazio,
di un finalmente,
ufficialmente
tratto assenze
come fossi un
ordinario
impiegato delle
poste.
Licenziato, quasi
per sempre.
Ovvero, con
licenza di
sguardo e
ritardo
Dunque
ho sentito il cielo
azzurrire. E il
mondo in
viaggio. La
scuola delle cose
e i loro gesti alla
finestra. “Di’ tutta
la verità ma dilla
obliquamente” (E. Dickinson).
*
Tua voce mio
sentiero.
Quell’agitazione
ch’erompe.
Sonno di giorno,
amore in ritorno.
“scoprire l’occhio
in ogni cosa” (Paul Klee).
La chiameremo
vento quest’aria
sprigiona accenti
*
La civiltà viene dal mare.
Scazzùbole. (al mercato del pesce)
Signori M.
*
Sogni non
inciampa notte,
cambino stagioni
non per aperture.
Raccogliere e
chiudere l’ombra
per tutto il volto
e le sue matite.
Cieli a ciuffi. Il
grazie del tempo
**
Dagli occhi muti
stupiti minuti.
Allontanarsi nel
tempo. Due soli
tramontano sul
finestrino del
bus, campi di uno
sconfinato.
Esserci e destino.
Parole in brusio,
brusio che siede.
Pale eoliche
dispongono il
giorno come, in
ordine di respiro,
la notte.
E un ordine del
respiro mi parla
così quotidiano
tra la fune
dell’ultim’ora e. tu
non parli così, e
un campo di
grano e di prati
colline in salita.
La prova
dimensione
illimite
guardando
infuori. Nuvole
del terreno le
falde del prato,
lo stesso cielo.
Improvvisamente
un prudere
violetto dei
campi sulle
quote dei c
ampi sulle
punte degli
alberi
dall’apparente
secco respiro.
Tra la velocità.
Strade semplici
fanno un ritiro
agli occhi per
ferrovie semplici
tu dove mi
trasporti ora
l’amore guida.
Cambiamo anche
noi, dimmi come
giorno con tutti i
suoi astri e buî
soppiatti?







2 commenti
Feed dei commenti di questo articolo
gennaio 10, 2013 a 10:46 am
Musette
Dunque ho sentito il cielo azzurrire.
Dunque ho sentito il cielo.
Dunque ho sentito.
Dunque.
Amo la Sua licenza di sguardo.
Grazie
Musette
gennaio 11, 2013 a 11:40 am
giadep
Grazie, gentile Musette – e io vorrei leggerla con passo! Verrò a trovarla