O un modo di

stratificare l’aria

e il pensiero, la

sua area di

rigore al libero

arbitrio. Sto

attento alla

sera che solleva

lo sguardo e

come

abbassando le

difese calandosi

il sipario come di

bruma su ogni

singola cosa,

fenomeno che

riveste piano

piano investe il

mio organetto

spolverato e

l’immensa

distesa sotto il

vulcano che

forse è la sera

stessa con tutta

la sua ombra

che posa il capo

sulla città intera.

Lunghe le mani

appoggiate sul

tetto

dell’atmosfera,

influenzano

anche il mare

lunghe radici in

terra

*

*

Si ripartì, per parole viste appena. Sul lato destro del foglio il braccio faceva la barca in darsena. Domani restituirò a queste spalle la scena, il canto di schiena lo destituirò all’arrembaggio dal viso, ché tanto nasconde appena, riflette a lago che l’acque parmenidee hanno fatto divenire e cambiamento, e il fiume sono i lineamenti, il motivo del lago.

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