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In mezzo, le frasi dirette, non

ancora ultimate, le fasi gerundie,

gestite fra le altre, dalle frasi

stesse, quelle più spesse che forse

a sfoltire i cespugli faresti

anche presto, prima, a tagliare

i capelli, ad agire di rima, in rima

ciuff’acciuffo (scream-a).

Come fanno le rette, parallele,

gemelle. Scorrono, parlano e

scorrono, affiancate, non

toccandosi del tutto, ma molta

aria, molta dell’aria che vi

passa in mezzo, intorno

soprattutto può sì dirsi comune,

respiro di due che non si bacino

e neppure si vogliano affacciare.

Affaccendati.

Fatica è (una)parola pigra,

meglio distrarla, non farla

passare di bocca in germoglio,

meglio farla fiorire nel sonno

penultima occasione, dittonghe

compagne ai discorsi mirabili

di un trombone sottomarino.

L’ordine dei tromboni sottomarini,

questo è un sentimento, o un alfabeto.

Titolo, ancorato. Fiore esagerato

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