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Gertrude Stein, nell’opera sua, è sempre stata dominata dalla passione intellettuale dell’esattezza nella descrizione di ogni realtà esteriore o intima. Concentrandosi a questo modo, ha raggiunto una semplificazione e il risultato di distruggere tanto in prosa che in poesia ogni associazione di sentimento. Sa che la bellezza, la musicalità, la decorazione, risultato dei sentimenti, non ne debbono mai essere la causa: i fatti stessi non debbono mai essere la causa dei sentimenti e nemmeno la materia della prosa e della poesia. Nemmeno i sentimenti stessi debbono essere la causa della prosa e della poesia. Queste debbono consistere in un’esatta riproduzione di una realtà esteriore oppure intima.

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Quanto a sé, invece, lei non era efficiente, ma di buona compagnia, ma democratica: per lei una persona valeva l’altra e poi sapeva lei per prima che cosa voleva da una persona. – Se sapete esser così, – dice, – chiunque sarà pronto a fare per voi qualunque cosa. Ma l’importante, – insiste, – è che bisogna aver dentro di sé, nell’intimo, un fondamentale senso d’eguaglianza. E allora chiunque farà qualunque cosa per voi.

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