i giorni hanno le strade
aperte come le risposte,
sono contati a mani e serre,
coltivazioni di rincorse e
stagioni, nomi e gabbiani
fra il dentro e fuori di
città marine. Hanno le
teste fasciate stanno
bene come le palme
al passato prossimo i blu
differenziati dagli azzurri
le baracche delle barche
i tappeti dei dintorni tra
cavalloni di periferie che
rintracciano autostrade.
e il cielo di testa,
non ne parliamo,
lo albereremo.
Quei celesti
lontani secchi di
specchio. Se metti una
mano in tasca, è
mare fermo
franto di trattini, ricàmbiali
i giorni, come saluti
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