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(…)e non so che ridere,

l’avere avuto e già dimenticato

ogni sorriso mio.

Beppe Salvia

C’è la gioia

che non puoi negare,

è quella di essere

cresciuti insieme.

Di questa sera venuta a tenerci bene,

legati, cresciuti insieme.

Dalle stesse quattro mani,

delle stesse mani.

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Condivisi dal dialetto speciale

che è sempre e per ciascuno

quello del bene, delle mani e del mare.

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Infantile scoprire e scorrere la campagna fiorire,

la montagna innevare coi nuvoli in bocca.

Il cortile litigare,

la voce dei muti

intenerire di grida, lì sotto;

i vicini, la voce dei sordi

a chiamarci per nome

dal citofono.

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Al centro lo scritto si dedica,

non un nome né una parte.

Con un salto interprete,

questo è l’amore.

Aderire(o)a ridere. Occasione di).

Un orecchio alla stanchezza,

un orecchio allo scricchiolio.

[di trave e rumore, parentesi semplice].

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