coi chiassi di uno

spiazzo io mi

(non trovo il verbo)

un po’ tenendo il

piatto in non

mantenimento, il

tatto intatto il

fatto che mi può

dicendo affetto

per tutto il

viaggio per ogni

arresa

crespatura

incorsa per il

diario

dell’alfabeto il

giuramento

minuto di ogni

momento

mantenuto e

mandato a

monte

La luce il dove e

chi diffonde

Manca la u

all’albero

Manca pure ai

pensieri

A passare due

dita sul foro di

luce

 

(*) con Marina Cvetaeva

 

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