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A volte, immagina la strada.

Una combinazione di sonno, avrebbe ammesso il gatto

(che ha però tutto il permesso di non farlo, non a parole – una sorta di zona preferenziale del linguaggio).

Combinarsi, ecco, al sonno come un corpo del suo corso silente (e pure viceversa, sì),

compiuto ad occhi chiusi e circolari, aperti esperti in cerchi a cinque sensi.

Quasi un fumo di combinazione. E continuazione.

Ma conta del sonno, il sonno di chissà, conta.

Se immagina il tempo, talvolta – mentre fa come a lavarselo di dosso, compiendolo.

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