Spendere nessuna parola da risposta automatica, credere ancora e sempre e sfinitamente nel potere della gentilezza – no, non gratuita, talvolta – contro questa violenza gratuita, visibile, offerta e data come educazione tradizione, ignoranza di sentimento, che è giudicare, giudicare gratuito, cieco. Nuovamente, do la colpa anche ai piccolissimi gesti, quelli quotidiani, quelli accanto a noi, tra di noi, quelli che fanno piccoli sorrisi di differenza, ostentazione, machismo, superiorità (immenso senso d’inadeguatezza: ne parlassimo, saremmo o no tutti sulla stessa barca, nella stessa necessaria esigenza di essere accettati per chi e come cavolo siamo naturalmente). Dico, direi: gentilezza contro violenza. Schiaffoni di gentilezza, da fare il solletico e ritornare bambini, scappando per non subirne troppo – che anche il solletico può far male.

 

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