Quante sono le città

tra noi e gli altri,

e senza onore di sogno

stanze rimescolate

nella notte – raramente

fiumi per giungere al mare,

eternamente nomi -, vedendo

per quale concorso di cose

non è solitario il presente. Ma

sono chiare tutte le stanze,

purché non si ceda ai loro confini,

e l’impassibile non abbia la meglio

su quei dolori non rivelati.

 

 

 

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