con Michal B.

(da l’effettiva luminosità)

Ho cercato Gerusalemme nel dizionario –

dovrà (e dovrò) anche farlo in una mappa

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ho cercato di appuntare in una mano

il primo passo che contava, il più curioso (la più curiosa)

che faceva questo pensiero pressapoco:

mi piacerebbe poter essere

un orecchio indiscreto nell’aria

in aria anche un occhio, trasparente

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per sentire se tavolta non abbiate

parlato di noi due, di me e di lui

e in che termini, se con la più naturale

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dolcezza –

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poi, mi piacerebbe poter collegare

sensati intonamenti a parole late

e scriverti così una lettera sordomuta

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perché tutto possa farsi arrivabile

di mittente in mittente e destinato destinato

aria ad aria – spurio a spurio (ma non l’aggettivo

il “costolo” – maschile di costola)

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la costola spuria è una costola fluttuante

lo ha anche detto il dizionario

che ho aperto anzi s’è aperto dopo un tratto

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dopo il primo luogo cercato, poi trovato in una mappa

(spero un giorno anche visitato, spero forse, in un termine

molto usato, mai abusato in pratica: risolto)

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immagino il sole di Gerusalemme

ho appena visto lo studio di Michal

quel sole – quel sole lì, lo immagino

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quasi esattamente – la sua effettiva luminosità

e adesso so che da parecchi anni quella

questa è invece Tel Aviv, luce luminosa effettiva

 

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