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qui mi sembra che ci sia, la mattina,

una sega che taglia a fette la casa;

quando avrà finito il suo lavoro

l’ultima parete cadrà e la stanza da letto

rimane spalancata

sopra una frana di immondezze e calcinacci,

lì posso gettare quello che è rimasto

 

mi siedo sull’ultima sedia e aspetto,

verrà l’inverno, la prima nevicata autunnale

sta soffiando dentro e all’aria affido un biglietto:

«come ha scritto un bambino, una volta ero un disegno

ma adesso sono un albero» e so per certo

che voleva avere le foglie

 

La Cheirasca, 4.5.1980

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