*Abbassandosi, la luce

semina il silenzio – fa come

ricolorando una parola, la

imbelletta come un viso

pronto alla sera – comunque

sia. Presente, già stanco

come nuovo. La notte è ciò

che forse di più inevitabile

conosca. E mai come nuova,

giunge dal suo sfrattato luogo

di fatiche e stordimenti, richiusa.

Non vuol ricordarsi di nessuna frase,

per ciò le sue orecchie sono alte

se possibile più lontane e possibile.

Il suo stato è la pausa, l’oltremanica,

dunque la maglia tolta di dosso e le

scarpe rimesse ai piedi con lo stesso

nodo ai lacci del giorno – dopo la pausa

e per il ritiro verso la via scalata,

 ripetizione di verso, dimentica, chiosa

idea una mappa della somma lontananza

o una somma di ogni lontana mappatura,

bisogna*

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