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Furtivamente, nel gocciolante intervallo

fra due scrosci, uscii a guardare.

E un luna schermata aveva allargato i suoi raggi

a compasso su un monte a forma di cono

nella foschia di mezzanotte – come

se il responso finale fosse il suo,

e fra le due aste misurandosi

più alto svettò il monte, in sé raccolto:

così fra due mani l’amore terrà un volto.

 

 

lentissimo era il volo della notte

ora si fa veloce

la stagione si apre

da un minuto all’altro

 

27.3.1982

 

 

 

La vocale, canto melodioso del mattino.

 

 

55

 

qui mi sembra che ci sia, la mattina,

una sega che taglia a fette la casa;

quando avrà finito il suo lavoro

l’ultima parete cadrà e la stanza da letto

rimane spalancata

sopra una frana di immondezze e calcinacci,

lì posso gettare quello che è rimasto

 

mi siedo sull’ultima sedia e aspetto,

verrà l’inverno, la prima nevicata autunnale

sta soffiando dentro e all’aria affido un biglietto:

«come ha scritto un bambino, una volta ero un disegno

ma adesso sono un albero» e so per certo

che voleva avere le foglie

 

La Cheirasca, 4.5.1980

Attesa

 

Le mele sono

maturate rotonde.

L’infanzia assale

le erbe più fresche

e il mio cuore

si disegna nell’aria

mentre aspetto

che rinasca la luna.

dicembre 1955

 

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Quante sono le città

tra noi e gli altri,

e senza onore di sogno

stanze rimescolate

nella notte – raramente

fiumi per giungere al mare,

eternamente nomi -, vedendo

per quale concorso di cose

non è solitario il presente. Ma

sono chiare tutte le stanze,

purché non si ceda ai loro confini,

e l’impassibile non abbia la meglio

su quei dolori non rivelati.

 

 

 

Jean Arp (Strasbourg 1886 – 1966 Bâle), Prä-Dada-Zeichnung (Dessin pré-dada), vers 1915.png

 

(…)

e dietro il recinto

un domani che sfoglia il nostro archivio.

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M. Darwish  (Perché hai lasciato il cavallo alla sua solitudine, Ed. San Marco dei Giustiniani)

Mahmoud Darwish. 1971, Cairo, Egypt..jpg