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fonte (ricchissima): https://at.tumblr.com/garadinervi/bernadette-mayer-midwinter-day-turtle-island/kc5fhlf0fjzy

Bernadette Mayer, Midwinter Day, Turtle Island Foundation, Berkeley, CA, 1982, then New Directions, New York, NY, 1999- [Written on December 22, 1978 at 100 Main Street, in Lennox, MA] [Allen Ginsberg Project]

From dreams I made sentences, then what I’ve seen today,

Then past the past of afternoons of stories like memory

To seeing as a plain introduction to modes of love and reason,

Then to end I guess with love, a method, to this winter season

Now I’ve said this love it’s all I can remember

Of Midwinter Day the twenty-second of December

https://www.tumblr.com/garadinervi

Welcome sun, at last with thy softer light

That takes the bite from winter weather

And weaves the random cloth of life together

And drives away the long black night!

– from the 1999 New Directions edition, p. 119

la coda ai capelli della ragazza che scende la strada

traballa

i fogli di strada

di tutte le voci possono

e pure non possono

narrarti.

Misurare gl’ispazii.

O puntini comete.

Luci alberate e stacchi

tra stanza di ora e da qui.

Potrebbe essere un'immagine in bianco e nero raffigurante attività all'aperto
dici Piovi leggero
Elliott Erwitt, New Orleans, 1950










di tanta tenerezza salvastrada














Un buono scrittore di prosa, quasi contemporaneo, diceva che i manoscritti non bruciano.
Si tratta di un errore ottimistico. Quando Tynjanov, malato, fu fatto evacuare da Leningrado, nel suo appartamento vivevano degli estranei. Faceva freddo. Molto freddo. Accendevano la stufa, una piccola stufa di ferro, con i manoscritti, e non sapevano di aver bruciato, fra l’altro, la corrispondenza della madre di Puskin con la madre di Kjuchel’beker.
I due da ragazzini discutevano fra loro, si proponevano indovinelli e soluzioni, ma i manoscritti non bruciano.
A quanto racconta Dmitrij Petrovskij, Chlebnikov nella steppa bruciò i fogli di un suo manoscritto, perchè «la luce durasse più a lungo», ma lui li sapeva a memoria.
Quando brucerete dei manoscritti, eccovi il consiglio di un vecchio ricco di esperienza. Leggete ciò che bruciate. Era quello che facevamo noi nella Casa delle arti. Molti manoscritti dei «fratelli di Serapione» sono stati letti dal fuoco per primo e non è un cattivo lettore, tanto per cominciare.
Lungo le scale, buie scale, saliva il poeta Osip Mandel’stam. Componeva versi recitandoli, cercando la soluzione nell’incontro con la parola detta. Diceva che la parola non scritta, come una rondine cieca, vola nelle «stanze delle tenebre», e riprendeva: «Ma ho dimenticato quanto volevo dire, e il pensiero incorporeo ritornerà nelle stanze delle tenebre».

Tratta la strada,

incontri tutto. 

Il mondo conchiuso

a ogni scelta. 

Gatto e pozzanghera. 

Rischio ambulante. Salta

e sei in salvo, cuore gesto. 

Questa, è una traccia,

vorresti fosse una lettera

ma nessuna pretesa, forse

a impronta a carattere sorella

e breccia, la voce albero.

Fermo e tuona.

Importa stare 

non dire 

pigro o altro 

impianta va bene. 

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