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Terzo brano di From a basement on the hill – ultimo(?) disco di Elliott Smith – e alcuni di noi potrebbero interrogarsi sul termine “ultimo”: ultimo infinito? Per ricchezza, apertura, chiarezza e complessità. Hai proprio ragione, L. Ti ringrazio – ringrazio te e M. soprattutto – per la musica inesauribile di Elliott Smith, la sua-nostra radio infinita

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Qualche sera fa, alla televisione hanno dato un documentario proprio sull’artista in questione, emozionante perché riguardava lui ed anche deludente, per come è trattato, proprio il “tema di lui”. L’errore, come mi faceva notare L., di non apporre i sottotitoli e dunque di negarci la voce vera e propria di E. Smith – la presenza della sua musica, la sua storia per l’appunto della musica – e quello che delude e sì rende tristezza è proprio, e come sempre (ma qui non apriamo varchi, non è né il luogo né il luogo!) quella artificiosa “realtà del mondo della musica” che, una volta “inglobato” l’artista – autentico autentico (tutti a definirne quasi come un grande limite, anzi il limite: il suo genio, la sua fragilità) – lo annienta (sembra proprio un dovere, o anche un “bisogno culturale” nei contesti, siano essi musicali-artistici-umanoidi, quelli – mio dio, dovrebbero essere già estinti e démodé a dirla così – l’esistere dei “necessitati artisti maledetti”! i “santini”, come dice L.). E allora, dato che solo con lucidità (un minimo, mica tanta), e attenzione, nonché rispetto per ciò che davvero è la musica di questo artista, la sua arte, mi sono ritrovato a credere ben poco a tutto quello che il documentario mi voleva raccontare. Ma – è bene come sempre “rendersi l’utile” di e da ciò che ci viene offerto, la scoperta che in sé può serbare, nonché le sorprese meno evidenti e forse consapevoli – ho avuto la fortuna di scoprire alcuni pezzi, canzoni di Elliott Smith cosiddette unrealized – nonché il dono di “una qualche” preziosa amicizia che già mi aveva “avvertito” e dunque “munito” di tali rarità, che il musicista non aveva registrato in studio, o almeno non ufficialmente per e con “il fine” di un album (ma questo si presuppone, ovviamente, anche questo). Questa True love, per tutte – anzi, quella postata in precedenza (se siete curiosi “portate” indietro).

Chiudiamo qua con questa traccia 12 –  Shooting star – del e dal medesimo album (ultimo) di Elliott Smith, – da non ascoltare possibilmente alle casse del pc (non le cassette, almeno):

 

 

Mi scuserete, invece ci lasciamo (col sorriso stupito) con Little one – il che mi pare ancora più appropriato. Grazie per l’ascolto, e sappiate che tutto qui, da parte mia, va di getto.

G.

 

 

 

 

(*) perfetti, come sotto-esposti, semi-nascosti, futuri, presenti, passati e di chi può comprenderli.

 

 

 

 

Cara C., i pesci hanno il genio dell’apnea?

r

 

 

 

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per credo

curioso

o

corpo di ballo

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hladisch2015-026

 

helmut-hladisch