Mi fa bene il bene universale che non viene il piccolo piazzale mi conviene le cicche per contare le grucce che lascio nel viale. da Quaderno millimetrato, Dorinda Di Prossimo, Incerti Editori

via Mi fa bene il bene universale che non viene — MilaAudaci

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Grazie davvero a Salvatore Marrazzo per questo (molto esteso, questo). Grazie a Zona di disagio, per ospitare entrambi, anzi tutti e tre, il suo scrivere sui miei due libri (una scrittura su un’altra, questa divisa in due libri).

Zonadidisagio

de pietro

Che cosa sono immagini straordinarie se non il minimo del mondo e una buona dose di non senso. E, soprattutto, la leggerezza. Una levità quasi maniaca. Poi pesante parata funeralesca. Oppure subito prima una citazione di Antonin Artaud. Bisognerà mangiare la terra, una volta. Più che versi, ­– si occupa ancora di righe il poeta? ­– un’amarezza calma. Lenta. Fiacca. Apatica.

È il precario immedesimarsi nelle brevi apparizioni delle cose. Un discorso sonoro. Quasi una natura parlante. Una teoria delle ore. Il mattino. L’alba. I tramonti. Una conversazione con le foglie. Le felci. Le piante. L’aria. Le nuvole. Gli elementi. Un dialogo con gli animali. Con l’uomo stesso. Con la sua memoria o la sua restituzione. Questo restituire osservando. Osserva tacendo. Insomma fine della poesia. O inizio? Una ripensare da capo il linguaggio assegnandogli il potere di stravolgersi. Una metamorfosi fisica di se stesso e degli oggetti.

de pietro 2

Una mancanza reale…

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Martin Parr, Surrey Bird Club, Surrey, 1972.jpg

Sorgente: “in caso di pioggia”

 

Volto che supera

neanche nascosto

movimento bandierino

delle sue foglie;

come passa questa

primissima risposta

dopo che sei e poi, prima

la faccia arriva e sta,

per sempre al suo bel

corroborare un lavoro un altro,

compresi di tempo e largo,

musica e fitto, spazio e ora.

Noi, nascondiamoci più

non nascondendoci più –

sulle andature dei volti, le facce

e le misure dei respiri, le mappe.

Abbiamo un amico, uno spago

di spanna, inoltre.

 

Пётр Васильевич Митурич (1887-1956гг). Pavel Miturich (1887-1956).png

Petr Miturich (1887-1956)

 

Eugène Atget - Ragpicker.jpg

 

Cloud, 1915, Nicholas Roerich.jpg

 

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Bruno-Munari.jpg

 

Come il giorno e la notte
la regola e il caso sono due contrari
come la luce e il buio
come il rosso e il verde
come il caldo e il freddo
come l’umido e il secco
come il maschile e il femminile.
La regola dà sicurezza,
la geometria ci aiuta a conoscere le strutture
o a costruire un mondo nel quale
ci possiamo muovere senza paure.
Il caso è l’imprevisto
a volte terribile
a volte piacevole
l’incontro con una persona
con la quale si stabilisce subito
un contatto di simpatia o di amore,
l’esplosione di una idea risolutrice
la scoperta di un fenomeno.
La regola nasce dalla mente
si costruisce con la logica
tutto è previsto
con la regola si può pianificare un programma.
Il caso nasce dal clima
dalle condizioni ambientali, sociali,
geografiche, dai recettori sensoriali.
Un odore di eucaliptus
la forma di un sasso
il ritmo delle onde del mare…
La regola, da sola è monotona
il caso da solo rende inquieti.
Gli orientali dicono:
La perfezione è bella ma è stupida
bisogna conoscerla ma romperla.
La combinazione tra regola e caso
è la vita, è l’arte
è la fantasia, è l’equilibrio.

Bruno Munari, Verbale scritto
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