sempre al passo un’attesa
e mai un’attesa al passo, mai
forse e anche sempre – tre paroline
inesatte – perfette – andate andanti
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Dal cane corallo

 

quando le nuvole sono andate via,

sotto quel cielo vuoto, blu,

che non finisce mai,

che sembrano volare sottovoce,

i tordi, i merli,

e anche il vento tace,

come se non parlasse più nessuno,

sembra come un silenzio,

dopo, quando il cielo è vuoto

 

 

 

 

*

 

(…)

dove va, a un’interrogazione incontro

in – e – contro

s’avvera un puntuale passo, (lo chiamano ritardo, talvolta)

il piano che sorpassa, o che, piuttosto

sorprende – prende, cioè, con sorpresa / a sorpresa

un tempo (non diremmo, il tempo) e si articola

nei suoi veramente composti come

abitanti del pentagramma – casa viaggiante.

(…)

sosta con un piede solo sulla punteggiatura,

avanza e i n t a n t o   r-e-s-p-i-r-a (inspira, espira)

chi va piano, compone

ancora questo e un altro

testo in capo e coda – e sta, durante

 

 

[*] grazie a Giovanni Di Domenico per questa sua andatura

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